Lettera 1406 pubblicata il 24 agosto 2026

DONNE "QUASI DIACONESSE"

E "UN PO'SACERDOTESSE"

LA RIFORMA LITURGICA AVANZA CONTORNANDO

257ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI

Il vescovo Erio Castellucci di Modena-Nonantola, uno dei vescovi più prestigiosi della Conferenza Episcopale Italiana e possibile futuro Arcivescovo di Milano e Cardinale, ha presentato una “brillante” idea per promuovere il ruolo delle donne nella liturgia.

Il 24 maggio, in un'intervista a Notizie Carpi, ha proposto che la prima parte della Messa, la Liturgia della Parola, sia presieduta da una donna, mentre la seconda parte, la Liturgia Eucaristica, continui ad essere presieduta da un sacerdote ordinato. Per ora. Mentre la Liturgia Eucaristica resterebbe prerogativa del ministro ordinato, la Liturgia della Parola sarebbe guidata da una donna, che “proclamerebbe la Pasqua” alla maniera di una nuova Maria Maddalena.

Coloro che sostengono l'ordinazione delle donne spesso mettono in luce il "sacerdozio" di Santa Maria Maddalena, dal quale dicono scaturirebbe un supposto sacerdozio femminile parallelo. Si dice che la trasmissione di questo sacerdozio avviene in un modo ancora non del tutto chiaro, ma certamente non attraverso l'ordinazione di donne conferita da uomini, il che, ancora una volta, subordinerebbe le prime a questi ultimi.

La verità è che questa leadership femminile è già evidente nelle cerimonie senza sacerdote, come i numerosi funerali che, non potendo essere tutti officiati dal parroco, vengono celebrati da un gruppo di laici della parrocchia, dove le donne spesso svolgono un ruolo di primo piano. Di fatto, celebrano già una sorta di Liturgia della Parola, che comprende esortazioni, preghiere, l'equivalente di un sermone, la Preghiera dei Fedeli e persino la distribuzione della Comunione.

In una precedente lettera alle Sentinelle, ho parlato dell'Ufficio della Parola celebrato nella chiesa di San Giovanni a Nürtingen, nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, un ufficio intitolato "Santo Qui e Ora". Katharina Leser, vestita con l'alba, accompagnata da un laico anch'egli in alba e da diversi ministranti, ha spiegato che "davanti a Dio siamo tutti uguali e santi". Poi, alzando le mani, ha offerto una lunga preghiera per l'unità di tutti (e in particolare tra uomini e donne).

In Brasile, il cardinale Leonardo Ulrich Steiner, arcivescovo di Manaus, ha spiegato in una conferenza stampa di aver celebrato ordinazioni paraliturgiche di diaconesse che non erano propriamente ordinazioni, ma comunque simili. Ha imposto loro le mani come per l'ordinazione di un diacono, ma ha chiarito che non si trattava di una vera e propria ordinazione. Beh, infatti c’è di più, poiché la maggior parte delle piccole parrocchie della diocesi di Manaus sono guidate da donne che non sono ufficialmente ordinate, ma che sono comunque "un po’" ordinate.

Qui vediamo il modo di contornare le cose caratteristico dei tentativi di imporre le riforme liturgiche. Inoltre, la strada è spianata da testi ufficiali: nel motu proprio Ministeria quaedam del 15 agosto 1972, Paolo VI ha sostituito il suddiaconato e gli ordini minori con i semplici ministeri di lettori e accoliti, che rimangono laici; l'istruzione Immensæ caritatis del 29 gennaio 1973 regola la distribuzione della Comunione da parte dei laici, sia uomini che donne; e una risposta della Congregazione per il Culto Divino del 15 marzo 1994 permette alle ragazze di servire all'altare. E Papa Francesco, con il motu proprio Spiritus Domini dell'11 gennaio 2021, ha stabilito che i ministeri di lettore e accolito potessero essere conferiti alle donne, funzioni che peraltro già svolgevano nella pratica.

Pertanto, sarà necessario seguire da vicino i lavori di un gruppo di studio sulla liturgia, creato con l'approvazione del Papa il 7 luglio 2025, dopo il Sinodo sulla Sinodalità, e dedicato alla "liturgia in prospettiva sinodale". "In prospettiva sinodale"... Possiamo già temere il peggio! Il suo compito sarà quello di articolare "l'unità del mistero sacramentale e la varietà delle tradizioni liturgiche". Insomma, questo gruppo ha la missione di promuovere una liturgia ancora più diversa. E, in particolare, dovrà studiare come incoraggiare una maggiore partecipazione delle donne alla liturgia.

Molto presto, quindi, avremo donne "quasi diaconesse" e "un po’ sacerdotesse”. Molto presto? In molti casi, è già così!

La notte liturgica si estende sulla Chiesa, cari sentinelle parigine. Vi accompagniamo nella preghiera, voi che recitate il rosario al numero 10 di rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30, a Saint-Georges de La Villette, al numero 114 di avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, e davanti a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.