IN SCOZIA, LA GIOVINEZZA DELLA TRADIZIONE
Lettera 89
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"Nessuno dei nostri parrocchiani ha mai manifestato il desiderio di vedere introdotta nuovamente la Messa tradizionale, al contrario, molti hanno espresso il desiderio opposto." Questa dichiarazione pubblica del cancelliere dell'arcidiocesi di Glasgow, nel gennaio del 2010, aveva motivato una lettrice scozzese di Paix liturgique a scriverci per chiederci di fare un sondaggio sul recepimento del motu proprio di Benedetto XVI. Noi cogliemmo subito il suggerimento e per questo qualche mese dopo, nel giugno 2010, abbiamo fatto eseguire questo sondaggio dall'istituto Harris Interactive.

Il risultato del sondaggio, presentato il 3 settembre 2010 nella nostra lettera francese n.246 (*), indicava che un quarto dei cattolici d'Inghilterra, di Scozia e del Galles sarebbero andati almeno una volta al mese ad assistere alla forma straordinaria del rito romano se fosse stato celebrato nella loro parrocchia. Tra i praticanti il rapporto saliva a 2 su 3, dunque addirittura il 66,4% di loro si dichiarava pronto a farlo. Un risultato in armonia con la forte sensibilità liturgica dei cattolici d'Oltre-Manica, quegli stessi che nel 1971 erano riusciti ad ottenere l'indulto detto di "Agatha Christie", che aprì una prima breccia nella considerazione di obbligatorietà di fatto del messale di Paolo VI. Tuttavia questa inchiesta rivelava anche che 6 cattolici britannici su 10 non conoscevano il motu proprio Summorum Pontificum, in conseguenza dell'embargo organizzato in materia da parte della gerarchia ecclesiastica della quale la dichiarazione del cancelliere di Glasgow non era che una manifestazione tangibile...

Sei anni più tardi, tutti i vescovi titolari scozzesi (per un totale di otto) sono cambiati: due nominati da Papa Benedetto XVI e gli altri sei da Papa Francesco. E, poco a poco, la Scozia si è aperta alla liturgia tradizionale, così come ci mostra il dinamismo dei fedeli della parrocchia St Mary's, Cleland, nella diocesi di Motherwell.





I - PER LA SODDISFAZIONE SPIRITUALE DEI FEDELI


Ad attirare la nostra attenzione è stato un video su Facebook sulla celebrazione settimanale, ogni giovedì sera, della forma straordinaria del rito romano nella chiesa di St Mary a Cleland, un villaggio nei dintorni di Motherwell. Questo reportage, prodotto da una squadra di giovani cattolici della diocesi, mostra le immagini riprese nel corso della Messa e dà la parola al celebrante, padre Liam O'Connor, ordinato sacerdote nel 2011. Niente di straordinario in sé, a parte ovviamente la liturgia filmata, se non il fatto che nel giro di pochi giorni questo video è stato il più visualizzato tra tutti quelli proposti da questi giovani reporter.

Noi abbiamo contattato l'autore del film, John Paul Mallon, 25 anni, che appartiene ad una parrocchia vicino a Cleland: "Come giovane cattolico ciò che mi attira sono la pace e la serenità della Messa letta tradizionale. Mi sento spiritualmente immerso nella grande tradizione della Chiesa. Il fatto che il sacerdote celebri ad orientem, cioè che sia, come lo sono io e con me, rivolto verso Dio, mi incita a partecipare più profondamente al mistero eucaristico."

Nel giugno del 2016, padre O'Connor, parroco di 1350 anime della parrocchia di Cleland, ha cominciato ad offrire questa Messa mensile. "Il mio vescovo, Monsignor Toal (nominato nel 2014 da papa Francesco, n.d.r), mi ha avvicinato per sapere se sarei stato felice di offrire pubblicamente la forma straordinaria. Si trattava di rispondere alla domanda di un gruppo stabile di fedeli il cui sacerdote, don Edward Glackin, era stato richiamato a Dio nel gennaio del 2016. Dal 1997, questo prete diocesano celebrava la liturgia tradizionale ogni primo venerdì del mese a Uddingston, a 10 chilometri da Cleland.

Arrivato a Cleland, nel 2015, padre O'Connor ha risposto volentieri all'invito del suo vescovo : "Io ho scoperto la Messa tradizionale verso l'età di diciotto anni e ho avuto sempre il desiderio di celebrarla come sacerdote. Dopo la mia ordinazione nel 2011, ho imparato le rubriche ed ho cominciato a celebrarla in privato quando l'occasione lo permetteva."

L'assistenza media a questa Messa, celebrata alle sette di sera, è di una trentina di fedeli, “numero di tutto rispetto per una Messa serale”, precisa il giovane parroco. “Per dare un'idea, l'assistenza settimanale alla Messa del mattino nella forma ordinaria è di una quarantina di persone. Soprattutto, prosegue lui, questa Messa attira molti giovani, desiderosi di vivere la liturgia che ha marcato molti secoli di storia della Chiesa.”

Anche se, per il momento, non è intenzionato ad offrire la forma straordinaria le domeniche, padre O'Connor è contento per il sostegno del suo vescovo, ed è convinto, “anche se il motu proprio Summorum Pontificum non ha avuto una grande promozione da parte del clero scozzese”, che ci sia “un buon numero di fedeli ad avere il desiderio di poter partecipare ad una celebrazione simile”.


II - I COMMENTI DI PAIX LITURGIQUE

1) I risultati dettagliati del sondaggio Harris Interactive del 2010 per la Scozia hanno mostrato che un cattolico su tre (praticanti e non) si dichiarava pronto a partecipare almeno una volta al mese alla forma straordinaria del rito romano. Ricordiamo che la risposta positiva registrata in Portogallo nello stesso periodo era solo del 14,2% (vedi qui). All'epoca, come conferma padre O'Connor, né i vescovi, né i sacerdoti erano particolarmente inclini a favorirne la diffusione. Oggi, rinnovato il corpo episcopale e giunti nelle parrocchie del paese alcuni giovani sacerdoti cresciuti con gli insegnamenti di Benedetto XVI, non è imprudente affermare che questi cattolici aperti ai benefici del motu proprio Summorum Pontificum possano essere significativamente aumentati.

2) “Nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia” scriveva papa Benedetto ai vescovi di tutto il mondo nella sua lettera del 7 luglio 2007 che accompagnava il motu proprio Summorum Pontificum. Ed è precisamente quello che accade a Cleland e, più in generale, in tutta la Scozia. Sabato 12 novembre 2016, la Messa annuale di Requiem della sezione scozzese di Una Voce, che riuniva 30 persone nel 2008, ha attirato più di 75 fedeli, tra i quali molti giovani. È anche l'interesse alla liturgia tradizionale da parte della gioventù scozzese a spiegare il successo del video realizzato da John Paul Mallon.

3) Nel 2010, oltre alle due Messe celebrate dalla Fraternità San Pio X ad Edimburgo e Glasgow, la Scozia contava in tutto 3 messe domenicali settimanali secondo il Messale di San Giovanni XXIII: una diocesana a Glasgow (Una Voce) e due Ecclesia Dei (Fraternità San Pietro ad Edimburgo e Redentoristi transalpini alle isole Orcadi). Oggi ce ne sono due in più, una offerta dai sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani) nella contea di Ayrshire e l'altra in una parrocchia di Glasgow. Questa parrocchia, intitolata al Sacro Cuore Immacolato di Maria, è la prima parrocchia in Scozia ad offrire la Messa tradizionale non solo la domenica, ma anche in settimana, eccetto il lunedì e il venerdì. E i fedeli rispondono: presenti!

4) L'ultima istantanea del dinamismo che contraddistingue il giovane popolo Summorum Pontificum scozzese ci è fornita dalla scelta di padre Ninian Doohan, ordinato il 15 agosto 2016 per la diocesi di Dunkeld (Dundee), di celebrare il 20 agosto la sua prima Messa secondo la forma straordinaria del rito romano. L'avvenimento è particolarmente significativo se si considera che dal 2002 al 2014 la diocesi di Dunkeld non ha avuto alcuna ordinazione! In Scozia come anche in altri paesi, la giovinezza della Chiesa è straordinaria...

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(*) Questi risultati sono stati ripresentati nella nostra recente pubblicazione “Neuf sondages pour l’histoire” che è attualmente in corso di traduzione in italiano.