Lettera 120 pubblicata il 4 dicembre 2020

SUMMORUM PONTIFICUM 2020 A ROMA SUCCESSO E FUTURO!

Paix Liturgique: Caro Bruno, se capisco bene, Lei è riuscito a svolgere le Sue tradizionali giornate Summorum Pontificum a Roma, negli scorsi quindici giorni, nonostante gli attuali vincoli?

Bruno Roma: Prima di tutto ricordiamo che, da quasi dieci anni, col Coetus Internationalis Summorum Pontificum ed un insieme di associazioni amiche, Paix Liturgique, Una Voce, organizziamo a Roma, in linea di massima alla vigilia della festa liturgica di Cristo Re, un complesso di manifestazioni, che raccolgono una specie di campione rappresentativo del popolo Summorum Pontificum.


Paix Liturgique: Com’è nata quest’iniziativa di riunire una volta l’anno «il popolo Summorum Pontificum»?

Bruno Roma: All’inizio si è trattato di un’iniziativa di mons. Nicola Bux, che, sostenuto dal cardinale Ranjit, all’epoca Segretario della Congregazione per il Culto Divino, ha avuto l’idea di organizzare un pellegrinaggio a Roma presso la Sede di Pietro, per rendere grazie della promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum, pubblicato nel 2007 da Benedetto XVI, che finalmente ha instaurato un’autentica pace per i fedeli legati alla liturgia tradizionale.


Paix Liturgique: È da quest’idea, che è nato il primo pellegrinaggio?

Bruno Roma: Assolutamente sì. Si svolse nel 2011, secondo uno schema, che poi è un po’ variato: al sabato mattina i pellegrini si riuniscono in una chiesa del centro storico di Roma per un momento di preghiera, poi si recano in processione verso San Pietro, dove assistono alla messa solenne all’altare della Cattedra. Infine, il pellegrinaggio si conclude domenica con una messa di azione di grazie celebrata presso la Trinità dei Pellegrini.


Paix Liturgique: Ma ci sono già molte processioni a Roma…

Bruno Roma: Che io sappia sono molto poche quelle, che escono dai propri perimetri parrocchiali. Ecco perché la nostra processione è sorprendente per molti Romani… e turisti. Il pellegrinaggio, che ha luogo alla fine di ottobre, si svolge nel cuore delle vacanze scolastiche di Ognissanti, che sono comuni a molti Paesi europei. Si trovano dunque per l’occasione numerose famiglie di pellegrini e di turisti a Roma.


Paix Liturgique: E questo ha luogo ogni anno dal 2011?

Bruno Roma: Alcuni anni con più fasto rispetto ad altri, come nel 2017, quando abbiamo celebrato il decimo anniversario della promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum e giunsero numerosi membri di comunità tradizionali.


Paix Liturgique: Ed oltre alla processione?

Bruno Roma: Nel corso degli anni altre manifestazioni si sono innestate sul pellegrinaggio, come gli Incontri Summorum Pontificum, che si svolgono dal 2015 e che hanno avuto particolare risonanza nel 2017, quando vennero organizzati di concerto col congresso annuale dell’associazione italiana «Giovani e Tradizione» di Padre Vincenzo Nuara, il quale ha chiesto del resto agli Incontri di riprendere la fiaccola del suo lavoro.


Paix Liturgique: E quest’anno come si è svolto tutto questo?

Bruno Roma: Quest’anno è stato terribile soprattutto per le restrizioni poste in essere a causa del Covid. La principale d’esse ha riguardato la limitazione nel numero dei fedeli nelle chiese… così, a marzo ci è stato annunciato che la messa in San Pietro non avrebbe potuto riunire che un massimo di 170 fedeli, mentre in genere noi ne riuniamo oltre 2 mila…


Paix Liturgique: Che hanno fatto gli organizzatori?

Bruno Roma: C’erano due opzioni, o rinunciare immediatamente, ritenendo la gestione del pellegrinaggio e le altre attività assolutamente impossibili a realizzarsi, oppure conservare la speranza e credere in un possibile miglioramento della situazione.


Paix Liturgique: È quel che è stato fatto?

Bruno Roma: Certamente, con momenti d’inquietudine ed altri di speranza. Purtroppo alla fine, malgrado l’estrema buona volontà della Sagrestia di San Pietro a Roma e la grande benevolenza del cardinal Comastri, Arciprete della Basilica, all’inizio di ottobre, a meno di un mese dal pellegrinaggio, si è constatato che non era possibile mantenere la messa, che avrebbe dovuto celebrare il cardinal Sarah, Prefetto per il Culto Divino.


Paix Liturgique: Ma allora avete dovuto rinunciare del tutto alla presenza?

Bruno Roma: Nient’affatto! Dapprima, grazie alla determinazione dei nostri partecipanti, abbiamo mantenuto il nostro quinto Incontro Summorum Pontificum, che ha potuto svolgersi come previsto venerdì 23 ottobre, davanti ad un gran bel pubblico.


Paix Liturgique: Tanti quanti previsto?

Bruno Roma: No, perché, prima di tali rivolgimenti, avevamo più di 150 iscritti, ma le restrizioni sanitarie hanno impedito a numerosi partecipanti stranieri di raggiungere Roma. Ciò nonostante ci sono state oltre 90 persone, che hanno preso parte a tutta o a parte della giornata. Facciamo notare comunque come, tra i presenti, abbiamo avuto la gioia di contare molti coraggiosi giunti dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Spagna, dal Portogallo, ma anche dalla Francia e dall’Italia.


Paix Liturgique: Chi erano i vostri relatori?

Bruno Roma: A molti di loro è stato impedito di venire, come al nostro amico Trinidad Dufourq, che doveva parlarci dello sviluppo della tradizione in Argentina, e a don Antony Ike della Nigeria, che doveva farci conoscere il tema dell’africanità a confronto con la tradizione cattolica. Ma nulla è perduto e questi due relatori saranno a Roma, se Dio vuole, in occasione del nostro sesto Incontro nel 2021.


Paix Liturgique: E chi sono stati i relatori di quest’anno?

Bruno Roma: Sono stati quattro. Innanzi tutto, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare il signor Joseph Shaw, presidente della Latin Mass Society, che ci ha presentato le proprie riflessioni sul concetto di Tradizione. Una relazione di grande qualità, che noi pubblicheremo in una prossima lettera di Paix Liturgique.




Paix Liturgique: E poi?

Bruno Roma: Abbiamo avuto il piacere ed il privilegio di assistere ad una magnifica conferenza pronunciata da sua eminenza il cardinale Raymond Burke, di cui abbiamo già pubblicato il testo nella nostra Lettera 769 del 4 novembre. Come si diceva in questa lettera, egli si è manifestato ancora come una sorta di cardinale protettore per l’ambito del Summorum Pontificum, di cui ha sottolineato gli sforzi ed ha salutato tutti coloro che hanno operato ed operano a favore della messa tradizionale, esortandoli, tramite i loro rappresentanti riuniti a Roma, a sviluppare tutte le potenzialità del motu proprio di Benedetto XVI.






Paix Liturgique: C’è stato poi il tempo degli Incontri propriamente detti…

Bruno Roma: … tra tutti gli invitati, attorno ad un bel buffet, per un momento di scambio, che ha costituito di fatto, come abitudine, uno dei momenti più importanti di questa giornata.








Paix Liturgique: Poi i lavori sono ripresi.

Bruno Roma: Con un intervento molto interessante di Jean de Tauriers, che ci ha presentato le dimensioni internazionali e missionarie del pellegrinaggio di Nostra Signora della Cristianità, che è il modello storico dei grandi eventi di devozione per la messa tradizionale.




Paix Liturgique: Ed infine la conclusione, pronunciata da Christian Marquant.

Bruno Roma: In realtà più di una conclusione, poiché in un’ora Christian Marquant ha cercato di abbozzare dinanzi ai nostri occhi la storia del nostro attaccamento alla liturgia tradizionale, insistendo su come sia stata proprio questa straordinaria resistenza a suggerire alle autorità romane di tollerarci e poi di reintegrarci con pieno diritto nello spazio liturgico ufficiale, mentre taluni avrebbero voluto farci credere, al contrario, che noi esistiamo solo perché tollerati.




Paix Liturgique: Ciò fa una gran differenza?

Bruno Roma: Certamente, perché nel secondo caso noi esistiamo solo per il fatto che alcune autorità lo abbiano voluto ed accettato, mentre nell’altro caso noi esistiamo in virtù del nostro attaccamento alla fede cattolica e non dobbiamo temere un ipotetico «contraccolpo» da parte di certi malfattori, che potrebbero tentare di sopprimere oggi i benefici, che ci sono stati riconosciuti ieri.


Paix Liturgique: La vostra giornata a quel punto era finita?

Bruno Roma: Per niente, perché si è conclusa con una magnifica cerimonia nella chiesa di Santa Maria dei Martiri, vale a dire al Pantheon, ove il rettore ha potuto accogliere 170 fedeli (l’anno scorso ci eravamo ritrovati in 750) per i Vespri pontificali di San Raffaele.


Paix Liturgique: Dei vespri pontificali?

Bruno Roma: Sì, grazie al nostro amico don Giorgio Lenzi, abbiamo avuto la gioia di accogliere mons. Gianfranco Girotti, vescovo titolare di Meta e Reggente emerito della Penitenzieria Apostolica, il quale ha presieduto una bella cerimonia organizzata dai sacerdoti dell’Istituto del Buon Pastore.




Paix Liturgique: Non è la prima volta che organizzate una cerimonia il venerdì al Pantheon…

Bruno Roma: È ormai una tradizione che fa da legame tra l’Incontro ed il pellegrinaggio. Si tratta soprattutto di un magnifico momento di preghiera, arricchito da musiche quasi celestiali, che ci offrono, in questo luogo privilegiato, un anticipo di Paradiso.




Paix Liturgique: E cos’è accaduto il sabato, perché se ho ben capito la processione del sabato era stata resa impossibile dalle misure sanitarie assunte…

Bruno Roma: In effetti è il motivo per cui il nostro tempo forte come Summorum Pontificum si è concluso sabato a mezzogiorno con una bella messa pontificale di azione di grazie, celebrata dal cardinal Burke nella chiesa dalla Trinità dei Pellegrini, a porte chiuse, ma gremita da una folla di rappresentanti del popolo Summorum Pontificum provenienti da ogni parte del mondo, felici di partecipare a questa bella cerimonia.




Paix Liturgique: Due belle giornata, nonostante le circostanze.

Bruno Roma: Assolutamente sì, ma noi speriamo che l’anno prossimo il nostro Incontro ed il Pellegrinaggio Summorum Pontificum possano svolgersi normalmente e già ci stiamo preparando.




Paix Liturgique: Di già?

Bruno Roma: Sì, tutti gli organizzatori sono già all’opera per questo nuovo tempo forte del popolo Summorum Pontificum, che si svolgerà il 29, 30 e 31 ottobre 2021 sotto il patrocinio di mons. Salvatore Cordileone, arcivescovo di San Francisco.